Il nuovo incontro: Canapa e Birra

Il nuovo incontro: Canapa e Birra
Il nuovo incontro: Canapa e Birra

Il sapore della cannabis light si sposa con quello di una delle bevande più amate… e ce n’è per tutti i gusti: chiara, ambrata, doppio malto… la canapa non smette di stupire.

Per lo più sviluppata in piccoli birrifici artigianali sparsi tra Germania, Repubblica Ceca e Italia, la birra alla canapa ha conquistato gli amanti di questa bevanda così come gli appassionati di cannabis.

Una bevanda del tutto legale, che in un caso utilizza l’olio essenziale di canapa, ma nell’altro si spinge oltre e introduce nel processo di produzione le infiorescenze di cannabis, alterando o eliminando del tutto la quantità di luppolo utilizzata.

Le due tipologie base di CannaBeer: quella aromatizzata…

Come già accennato, esistono, al di là delle singole varietà di birra, due varianti base della birra alla canapa: quella che dona l’aroma tipico della canapa utilizzandone l’olio essenziale e quella che sostituisce gran parte del luppolo con le infiorescenze di cannabis.

Ne risulta che la prima può essere considerata una birra aromatizzata alla cannabis,

gli ingredienti di questa birra sono quelli tradizionali: acqua, malto, luppolo. In aggiunta però troviamo l’olio essenziale di cannabis, cosa che, secondo i suoi ideatori, fa risultare questa birra

unica nel gusto. L’olio essenziale di canapa garantisce le stesse sensazioni di una (buona) birra classica ma ne aumenta il piacere. Buonissima, italian style e nonostante i suoi 5 gradi si lascia bere perfetta. Adatta anche ai vegani e dal sapore analogo a quello di una Weiss, è gradita anche a chi risulta essere intollerante al malto. Si tratta di una bevanda sana, integrale, naturale e non contiene conservanti e/o altri additivi chimici.

… e quella che utilizza le infiorescenze

L’altra birra alla canapa di cui tratteremo è quella che si spinge oltre e utilizza la canapa all’interno dello stesso processo di produzione della birra.

Cenni sul luppolo e il suo legame con la canapa

Il luppolo (nome latino: Humulus Lupulus o pianta Lupo) è una pianta rampicante appartenente alla famiglia delle Cannabacee, il cui fiore è noto per essere uno degli ingredienti principali della birra, dove assume l’importantissimo ruolo di conferirle la caratteristica più comune, ovvero il sapore amarognolo, oltre all’aroma molto accentuato in alcuni stili come le pilsner, dove viene utilizzato il profumato ed elegante Saaz di provenienza boema. Prima del luppolo venivano utilizzate altre piante e spezie per bilanciare il dolce del malto, un insieme di aromi chiamato Gruyt, poi sostituito dal luppolo fin dall’inizio del XIII secolo. L’uso del luppolo funge anche da conservante naturale della birra, in quanto possiede proprietà antibatteriche; per questo motivo certi stili (per esempio le India Pale Ale) venivano abbondantemente luppolati per migliorarne la conservazione. L’uso del luppolo infine aiuta a coagulare le proteine in sospensione nella birra, rendendola più limpida, e favorisce la persistenza della schiuma.

Può stupire l’apprendere che il luppolo appartiene alla stessa famiglia della Cannabis; in effetti questa pianta è conosciuta sin dai tempi più remoti per i suoi effetti soporiferi e calmanti. I lavoratori delle vecchie fabbriche di birra, trattando il luppolo, dopo lungo tempo accusavano sonnolenza e dovevano interrompere il lavoro periodicamente per evitare di cadere addormentati!

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